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Lungo le rive dei Fiumi Sacri 14 Giorni – 13 Notti

Tipologia Tour

Durata

Partenza da :

Arrivo a:

Tour Individuale

12 notti e 13 giorni

Delhi

Kolkata

Highlights

Lungo le rive dei fiumi sacri. Ogni giorno al sorgere del sole, milioni  di fedeli Hindu si bagnano nelle acque dei fiumi per purificarsi dai peccati. Seguirete il corso del Gange, partendo vicino alle sue sorgenti a Haridwar e Rishikesh alle falde dell’Himalaya e dei suoi affluenti come lo Yamuna a Delhi, Mathura ed Agra e Betwa a Orchha. Raggiungerete ad Allahabad, il Triveni Sangam dove Yamuna e Gange si incontrano, uno dei 4 luoghi dove si tiene il Kumbh Mela. Vedrete il Gange risalire nuovamente verso nord a Varanasi, dove assisterete al sorgere del sole navigandolo in una barca a remi, accompagnati dalle melodie eseguite da un suonatore di sitar.  Osserverete l’Hoogly da Kolkata, un braccio del Gange che dopo aver attraversato la città si tufferà nel golfo di Bengala.  Un viaggio ideale per chì in India c’è già stato e desidera approfondire e assaporare appieno la destinazione.

Itinerario

Giorno 1

Arrivo a Delhi

Arrivo a Delhi dopo aver svolto le attività doganali e ritirato i bagagli un ns. assistente vi attenderà per il trasferimento in Hotel ed assistervi alle operazioni di check-in.
Si prosegue per una visita combinata della Vecchia e Nuova Delhi che comprende la visita alla Jama Masjid, la più grande moschea del paese, nota anche come Moschea del Venerdì; un giro in risciò attraverso i coloratissimi bazar e le strette viuzze di Chandni Chowk (Silver Street); Gurudwara Bangala Sahib, il più grande tempio sikh di Delhi; dall’auto si potrà osservare la Porta dell’India (India Gate), un arco alto 42 metri, costruito come monumento ai caduti; una sosta a Rashtrapati Bhawan, la residenza ufficiale del Presidente dell’India; la Tomba di Humayun, situata in un meraviglioso giardino costruito in memoria dell’imperatore Moghul Humayun dalla moglie; Qutub Minar – una torre alta 72 metri costruita nel 1199 d.C. D.

Giorno 2

Delhi – Hardiwar (220 km 5h)

Prima colazione e partenza per Haridwar alle pendici dell’Himalaya, luogo dove ogni dodici anni viene celebrato il Kumbha Mela. Haridwar è costellata di templi, ashram e dharamsalas (case dei pellegrini). Bagnarsi nella corrente del Gange all’Har-ki-Pairi ghat è il primo desiderio di ogni pellegrino hindu poiché, in questo luogo, il fiume lava tutti i peccati.  Dopo il check-in hotel, si prosegue con la visita della città e alla sera si osserverà l’incredibile cerimonia dell’aarti che si tiene sui ghat lungo il Gange. Pernottamento in Hotel.

Haridwar si trova lungo il fiume Gange, al confine tra la pianura indo-gangetica e le pendici dell’Himalaya. Haridwar è una delle sette città sacre degli indù ed è un importante centro di pellegrinaggio. È conosciuta con molti nomi; in origine si chiamava Kapila, per il saggio che un tempo vi abitava. Il suo nome attuale significa “Porta di Hari”; Hari è uno dei nomi di Vishnu, divinità principale dell’induismo. Il principale oggetto di pellegrinaggio di Haridwar è l’Har-ki-pauri, il ghat per il bagno o la scalinata lungo il fiume, che presenta quella che i credenti considerano un’impronta di Vishnu impressa in una pietra. Un gran numero di pellegrini vi si riunisce ogni anno all’inizio dell’anno solare indù, in aprile; il Kumbh Mela (un festival religioso indù) si tiene ogni 12 anni ad Haridwar. Il tempio di Daksha Mahadev, un altro importante luogo di pellegrinaggio, si trova a 3 km a valle, a Kankhal.

Giorno 3

Haridwar – Rishikesh – Haridwar

Lasciamo Haridwar per la visita in giornata di Rishikesh (21km), magnificamente situata sulle sponde del Gange e sede di moltissime scuole di yoga e di meditazione. Passeggio per le animate vie della cittadina attraversando il ponte sospeso di Lakshman Jhula assaporando l’ambiente. Ritorno a Haridwar nel pomeriggio. Pernottamento.

Rishikesh è situata a 409 metri sul livello del mare, ai piedi della catena himalayana del Garhwal e vi confluiscono i fiumi Gange e Chandrabhaga. La grande attrazione di Rishikesh non è altro che il fiume Gange, che scorre attraversando la città. Fin dall’antichità molti yogi, rishi, saggi e sannyasi si recano a Rishikesh per praticare lo yoga. Rishikesh è oggi famosa come capitale mondiale dello yoga, ogni anno, nel mese di marzo, si tiene il festival internazionale di yoga della durata di una settimana. Rishikesh è anche conosciuta come la porta del Char Dham, migliaia di persone vi si recano ogni anno per trovare sollievo spirituale, pace, praticare yoga e bargagnarsi nel Gange per la salvezza spirituale. Si crede che meditando a Rishikesh si possa ottenere il “Moksha” (liberazione dal ciclo di morte e rinascita). Nel passato grandi celebrità come i Beatles hanno frequentato Rishikesh, e altre ancora nel presente, come Kate Winslet, la frequentato.

Giorno 4

Haridwar – Dehradun (40 km 40min) – Delhi (volo) – Mathura – Agra (240 Km – 4h)

Trasferimento all’aeroporto di Dehradun, in tempo per il volo mattutino su Delhi, all’arrivo proseguimento per Agra. Durante il tragitto sosta alla città santa di Mathura famosa per i suoi festeggiamenti dell’Holi e del Krishna Janmashtami. Prima di giungere in Hotel ad Agra sosta al Mehtab Bagh, da dove si può ammirare un fantastico tramonto sul Taj Mahal posizionato sulla riva opposta del fiume Yamuna. Il marmo bianco dell’iconico edificio assume un’infinita di gradazioni al calare del sole.

Mathura è situata a circa 58 km a nord-ovest di Agra, sulle rive del fiume Yamuna, ed è un importante luogo di pellegrinaggio indù, ed è anche conosciuta come Brajbhoomi – la terra dove Lord Krishna,nacque e trascorse la sua giovinezza. La città è caratterizzata da pittoreschi Ghats, portali ad arco e guglie di templi che si estendono lungo la riva destra del fiume Yamuna, come una piccola Varanasi.

Giorno 5

Agra

Il tour della città di mezza giornata inizia all’alba, con la visita al Taj Mahal – forse il monumento all’amore più famoso al mondo, edificato in marmo bianco e pietre preziose a metà del 1600 da Shah jahan, in memoria della moglie defunta Mumtaz.

Il complesso architettonico del Taj Mahal si compone di cinque elementi principali: il darwaza (portone), il bageecha (giardino) dalla tipica forma di charbagh (giardino diviso in quattro parti), masjid (moschea), mihman khana (“casa degli ospiti”, chiamata anche jawab) ed infine il mausoleum ovvero la tomba di Mumtaz. Ulteriori strutture secondarie sorgono addossate alle mura che dividono il complesso dall’esterno su tre lati (in quanto il lato settentrionale è limitato dal fiume Yamuna), due portali secondari ed otto torri ottagonali. Il mausoleo è l’unico edificio interamente rivestito di marmo bianco, impreziosito di intarsi in colorate pietre preziose e semipreziose a raffigurare motivi floreali e versi del corano, quattro minareti posti ai vertici della piattaforma completano elegantemente, quella che è considerata una delle meraviglie del mondo.

Si prosegue con il mausoleo di I’timād-ud-Daulah che per la sua somiglianza al Taj Mahal ed i fini intarsi, viene chiamato il “Piccolo Taj”, il Forte di Agra, massiccio forte in pietra arenaria rossa, situato sulle rive del fiume Yamuna, costruito quasi 500 anni fa dal Mughal ed infine l’elegante mausoleo in pietra arenaria rossa dell’imperatore Akbar a Sikandra.

Due grandi monarchi Mughal, Akbar e Shah Jahan, trasformarono il piccolo villaggio di Agra adagiato sulle sponde del sacro fiume Yamuna, nella seconda capitale dell’Impero Mughal – dandole il nome Dar-ul-Khilafat. Oggi, un visitatore di Agra è accolto da un mondo di edifici contrastanti, in arenaria rossa e marmo bianco, vicoli pittoreschi e quel fascino irresistibile che la città preferita dai Mughals conserva ancora. Non è sorprendente che l’Agra moderna rifletta ancora il suo patrimonio Mughal così vistosamente.

Giorno 6

Agra – Orchha (Treno + 20 Km 30 min in auto)

Dopo aver lasciato i bagagli all’ autista che si appresterà a percorrere la sconnessa strada che collega Agra a Jhansi, un ns. assistente in loco vi accompagnerà alla stazione ferroviaria, occupandosi delle formalità per il proseguimento in treno fino Jhansi. Il treno Rani Kamlapati Shatabdi Express (poltrona di prima classe con posti riservati), parte da Agra alle 07:55 e arriva a Jhansi alle 10:45. All’arrivo alla stazione ferroviaria di Jhansi vi attenderà l’autista con i bagagli precedentemente a lui consegnati, che vi accompagnerà fino ad Orchha per la sistemazione in hotel.  Nel pomeriggio vi attenderà la visita di Orchha che comprende Jahangir Mahal, Rai Praveen Mahal, iò tempio di Chaturbhuj e i Royal Chhattris sul fiume Betwa. Consigliata una passeggiata serale lungo il fiume Betwa, fino a raggiungere i cenotafi che vi si specchiano. Si può assistere alla vita semplice ma gioiosa di un tranquillo villaggio immerso nella natura, dimenticando il fragore del traffico delle grandi città, qui sostituito da canti di uccelli e grida allegre di bambini che si tuffano nel fiume dai Ghat (gradoni di balneazione lungo fiumi e specchi d’acqua).

Orchha annidata sulle rive del fiume Betwa, nello stato del Madhya Pradesh fu l’antica capitale del regno dei Bundela. Il nome della città significa “Luogo Nascosto” e fu fondata nel 1501 dal Maharajas Rudra Pratap Singh.  La dinastia Bundela governò la parte centrale dell’India da Orchha, dal 1531 al 1783. L’attrazione principale di Orchha è il complesso del forte, situato in un’isola sul fiume Betwa, collegata da un ponte a quattro archi. Il Jahangir Mahal, costruito da Bir Singh Deo all’inizio del XVII secolo in occasione della visita dell’imperatore Mughal, è il monumento più importante del forte. Il Rai Parveen Mahal, dedicato alla poetessa-musicista del XVII secolo, è il terzo palazzo all’interno di questo complesso situato tra giardini ben curati. Il tempio di Chaturbhuj era la destinazione originaria dell’idolo di Lord Rama è decorato con simboli religiosi all’esterno, mentre all’ interno è stato spogliato. Orchha ha 14 chhatris o cenotafi (monumenti commemorativi) per i suoi governanti, situati vicino al Kanchan Ghat sul fiume Betwa.

Giorno 7

Orchha – Khajuraho (175 km – 4 h)

Prima colazione e si prosegue lungo il tragitto di circa 4 ore che separa Orchha da Khajuraho. Arrivo in hotel sistemazione e si prosegue con la visita di mezza giornata di Khajuraho, che comprende i gruppi dei templi orientali e occidentali, squisitamente adorni di immagini scolpite di divinità, dee, “apsaras” (fanciulle celestiali), animali, soldati, danzatori e musicisti e naturalmente le famose figure erotiche nelle posizioni del Kamasutra. Tra le attrazioni principali il bellissimo Tempio di Lakshmana, la cui costruzione richiese più di 20 anni e probabilmente il meglio conservato di tutta Khajuraho, l’imponente tempio dedicato a Lord Shiva di Kandariya Mahadev, il Tempio di Matangesvara , l’unico tempio ancora funzionante e il tempio di Chausath Yogini, ormai in rovina, ma considerato  il più antico del complesso.

Famosissimo “paesotto” del Madhya Pradesh, Khajuraho, patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, non smette mai di stupire, con i suoi templi brulicanti di sculture in pietra, raffiguranti la vita di un tempo, scene divine e scene erotiche. Khajuraho fu capitale culturale dei Ch che le invasioni andela Rajputs che governarono questa parte dell’India tra il X e il XII secolo, prima di soccombere al violento attacco dei Moghul. Costruita nell’arco di 200 anni (950-1050 d.C.), contava di circa 85 templi ormai ridotti a soli 22 (ora tutelati dal governo dello Stato). La posizione isolata, lontano dai grandi centri, ha reso senz’altro disagevole la costruzione dei templi, ma allo stesso tempo, li salvò dalle profanazioni dei musulmani, nelle invasioni che inflissero il nord dell’India. I templi sono un perfetto esempio di architettura indo-ariana e le sculture evidenziano diverse sfaccettature dell’antica vita indiana. Migliaia di statuette ed immagini in pietra raffiguranti divinità, dee, eroi, re, concubine, animali, sembrano prender vita nelle facciate dei templi. Le sculture erotiche ritraenti il Kama Sutra, assolutamente uniche al mondo, riflettono in un talento architettonico unico, la regalità, il corteggiamento, il matrimonio, gli insegnamenti spirituali, la meditazione, le parentele e le scene più intime di emozioni umane.

Giorno 8

Khajuraho – Allahabad (280 km 7h)

Prima colazione e si parte per quella che è la tappa più faticosa del viaggio. Si lascia il Madhya Pradesh per tornare nell’Uttar Pradesh seguendo in parte il corso dello Yamuna, lo scenario è una zona rurale, dove il tempo sembra si sia fermato e il turismo non è ancora arrivato. La metà finale sarà il Triveni Sangam ad Allahabad, la sacra confluenza del fiume Yamuna nel Gange. Qui come precedente ad Haridwar ogni dodici anni si celebra il Kumbh Mela che si alterna ogni tre anni nelle 4 città sacre (le altre 2 sono Ujjain, e Nashik). Sistemazione in hotel e si prosegue con le visite. Pernottamento in Hotel ad Allahabad.

Allahabad  conosciut comr Prayagraj è situata alla confluenza dei fiumi Gange (Ganga) e Yamuna (Jumna), a circa 100 km a ovest-nord-ovest di Varanasi.
Prayagraj sorge sul sito dell’antica Prayag, una città santa che per fama era paragonabile a Varanasi e Haridwar. L’importanza di Prayag nell’antico periodo buddista della storia indiana è testimoniata dalle iscrizioni su un pilastro attribuito all’imperatore mauryano Ashoka del III secolo a.C.. Il pilastro – che si ritiene sia stato eretto in una località vicina e spostato a Prayagraj in epoca Moghul – si trova ancora all’interno della porta del vecchio forte di Prayagraj, situato strategicamente alla confluenza dei due fiumi. L’importanza religiosa del sito per l’Induismo persiste. Ogni anno si svolge un festival alla confluenza dei fiumi e ogni 12 anni , il Kumbh Mela, a cui partecipano milioni di devoti.L’attuale città di Prayagraj fu fondata nel 1583 dall’imperatore moghul Akbar, che la chiamò Allahabad (Ilāhābād, “Città di Dio”). Divenne una capitale provinciale durante l’Impero Moghul e dal 1599 al 1604 fu il quartier generale del principe ribelle Salim (poi imperatore Jahangir). All’esterno del forte di Prayagraj si trova la tomba costruita per il figlio ribelle di Jahangir, Khusru. Con il declino dei Moghul, Prayagraj passò di mano molte volte prima di essere ceduta agli inglesi nel 1801. La città fu teatro di un grande massacro di indiani da parte degli inglesi a metà del 1857, durante l’ammutinamento indiano (1857-58) contro il dominio britannico. Dal 1904 al 1949 la città è stata la capitale delle Province Unite (oggi Uttar Pradesh). Fu un centro del movimento indipendentista indiano contro il dominio britannico e fu la patria della famiglia Nehru, la cui tenuta, Anand Bhawan, è oggi un museo.

Giorno 9

Allahabad – Varanasi (220 km 3h)

Prima colazione e seguendo il corso del Gange dopo circa 3 ore si giunge alla città sacra di Varanasi. Sistemazione in Hotel e si prosegue con le viste. Si parte da Bharat Mata ‘Madre India’, un modello di India in rilievo dell’India, scolpita in marmo con rappresantate le montagne, le pianure e gli oceani. Si raggiunge di seguito  Sarnath 13 km dalla città di Varanasi. Città sacra per i buddhisti e metà di peregrinaggio, qui il Signore Buddha predicò il suo primo sermone a un gruppo di discepoli dopo aver raggiunto l’illuminazione a Bodh Gaya.Il Dhamekha Stupa, alto 43 metri e con un diametro di 28 commemorare il sacro avvenimento.  Si prosegue nel vicino museo dove è contenuto il capitello leonino del pilastro Ashoka. Con quattro leoni a segnare i punti cardinali il capitello è simbolo del governo indiano (lo troverete raffigurato anche sul vostro visto di ingresso in India!).

Prima del tramonto è il momento di raggiungere il sacro fiume Gange, l’autista e la guida vi condurranno alla cerimonia serale, accomodandovi su una barca attraccata alla riva, la miglior posizione da cui assistere. Ogni sera quando il sole tramonta, al suono di una conchiglia, un gruppo di giovani pandit (sacerdoti), posizionati su delle piazzole in riva il fiume, al Dasaswamedh Ghat, celebrano la Dea Madre Ganga, in una elaborata cerimonia ganga aarti. Al vibrante sottofondo sonoro dell’armonium e canti di preghiera, il rituale inizia impregnando l’aria circostante del fumo di incenso sventolato dai sacerdoti e continua in un intricato volteggio di grandi lampade ad olio fiammeggianti. Una moltitudine di lampade galleggianti trasportate dalla corrente illuminerà il fiume a fine cerimonia.

Dichiarata la città più antica dell’India, Varanasi, città dell’Uttar Pradesh, conosciuta anche con i nomi di Kashi e Banaras, vanta l’appellativo di città più sacra del paese. Nella credenza induista si ritiene che Varanasi sia stata creata circa 5000 anni fa dallo stesso Lord Shiva ed è citata nelle epopee indù, Ramayana e Mahabharata. La cultura, le tradizioni e le credenze di Varanasi sono strettamente correlate al fiume Gange, che scorre attraversando la città, in un’ansa che stranamente volge a nord. La sacralità che impregna la città, la rende meta di pellegrinaggio e luogo propizio in cui trascorrere gli ultimi giorni di vita, esalando qui l’ultimo respiro si beneficia della moksha, la liberazione dal ciclo delle rinascite, accedendo al paradiso. I Ghat (gradoni di balneazione) popolati di fedeli che si bagnano nel fiume, le aarti serali, la miriade di templi frequentati dai sadhu (santoni), offrono un’esperienza surreale ed unica in sé, rispecchiando probabilmente, l’immaginario collettivo di una nazione, che ormai volge verso il futuro.

Giorno 10

Varanasi – Kolkata (volo)

Sveglia prima dell’alba per un indimenticabile giro in barca lungo il Gange – un suonatore di sittar vi suonerà una melodia dedicata la sorgere del sole -. La città si anima prima del sorgere del sole quando i devoti si dirigono verso le rive del fiume per adorare il sole nascente. Dalla barca oltre a vedere sorgere il sole si può assistere all’affascinante e colorato miscuglio di persone che raggiungono il sacro fiume, non solo per il bagno rituale, ma anche per la triste cremazione dei cari, lavare i vestiti o semplicemente per sedersi a guardare il mondo che passa. La mattinata continua con una passeggiata guidata tra i vicoli che caratterizzano la città vecchia. Si visiterà Asi Ghat – uno dei cinque ghat speciali da cui i pellegrini devono fare il bagno secondo un preciso ordine nello stesso giorno. L’ordine è Asi, Dasasaswamedh, Baransangam, Panchganga e infine Manikarnika. Visita al Tempio di Durga, comunemente conosciuto come il Tempio delle Scimmie per via delle numerose scimmie che lo popolano. Chiuso ai non indù, il tempio si può vedere dall’alto di una apposita passerella, si prosegue con il tempio di Kashivishwanath o Shiva, ricostruito sopra una moschea, anche questo visonato da un terrazzo vicino, in quanto interdetto ai non indù e accanto al tempio il pozzo di Gyan Kupor – il pozzo della conoscenza.

Trasferimento in aeroporto in tempo per il volo su Kolkata (Calcutta). Incontro con il ns. rappresentante e trasferimento in hotel.

Giorno 11

Kolkata (Calcutta)

Dopo colazione si procederà con la visita alla città: con la cattedrale di san Paolo, i quartieri coloniali, BBD Bagh, già Dalhousie square, la Old Court House Street e Fort Williams, la casa di Madre Teresa di Calcutta. Il coloratissimo mercato dei fiori di Mullik Ghat, dal quale si potrà osservare il famoso ponte di Howrah, sul fiume Hoogly, che si dice sia il ponte più trafficato al mondo. Pernottamento. Se lo si desidera in serata visita al Kalighat Kali Temple considerato uno dei 51 Shakti Peethas dell’India, dove si dice che le varie parti del corpo di Sati siano cadute, nel corso del Rudra Tandava di Shiva. Kalighat rappresenta il luogo in cui caddero le dita del piede destro di Dakshayani o Sati.

Lo spettacolo delle sue strade alberate a più corsie, gli enormi cartelloni pubblicitari dai colori vivaci, le centinaia di taxi gialli nel traffico dell’ora di punta, la gente indaffarata e sempre di corsa contrasta con i quartieri residenziali all’avanguardia, hotel e ristoranti di un lusso inimmaginabile, grattacieli residenziali hi-tech e le sedi delle più importanti compagnie automobilistiche, telefoniche, informatiche, bancarie, assicurative e commerciali mondiali. Accanto a tutto questo, ci sono i maestosi palazzi ottocenteschi che rievocano l’epoca della dominazione britannica. Nessuno può negare che Calcutta sia una città di grande carattere, vitalità e di grandi contrasti. Rientrare a casa e riaccendere la TV per farsi cullare dai suoi programmi non sarà più, per qualche giorno, la stessa cosa di prima. A quanti concordano con queste affermazioni dedichiamo questa guida.

Calcutta è il più grande polo industriale dell’India, fatto che attira i piccoli agricoltori degli stati indiani confinanti, moltissimi europei ed asiatici. La presenza di esuberante mano d’opera a basso costo stimolò dapprima l’ingordigia delle più ricche famiglie dell’India e in seguito quella di multinazionali operanti nel campo del farmaceutico che, prendendo a prestito una frase di Osho, potrebbero essere definite “nemiche dell’Umanità”, almeno da quanti hanno letto l’inquietante “Il libro che le multinazionali non ti farebbero mai leggere” dello scrittore austriaco Klaus Werner-Lobo, edito in Italia da Newton Compton

Calcutta è anche la città dell’India in cui la tradizione britannica di epoca vittoriana è più viva che altrove. Gli esponenti della borghesia intellettuale e delle ricche famiglie di industriali affettano modi e stili esteriori di vita che sono spariti da un pezzo nell’odierna Inghilterra e che forse sopravvivono solo dietro i cancelli di Buckingham Palace.

Giorno 12

Kolkata – Kalna – Chandannagar – Kolkata (200 km 6h)

Prima colazione e si lascia Calcutta procedendo verso nord, A circa 80 Km nord lungo le rive dell’Hooghly vie Kalna, tipico villaggio del Bengala Occidentale, famoso per i suoi templi di terracotta. Una serie di templi tra cui possiamo citare il Giri Gobardhan temple e Krishnachandra temple costruiti in mattoni aatchala dalle elaborate facciate, sovrastati da una serie di Pinnacoli. Tra tutti i templi spicca il complesso dei Nava Kailash teples, disposti in cerchi perfettamente concentrici Il cerchio interno ha 34 templi con lingam di Shiva bianchi. Il cerchio esterno ha 74 templi di Shiva con lingam di Shiva bianchi e neri alternati. 

Si rientra verso Kolkata sempre seguendo il corso del fiume Hooghly, sosta a Chandannagar città nata come insediamento portuale francese nel 1673, espansa commercialmente, fu conquistata dagli inglesi nel 1757 e di nuovo nel 1794, ma fu restituita alla Francia nel 1815 e rimase tale fino al 1950, quando il governo francese cedette ufficialmente la città al controllo del governo indiano. Passeggiando tra le vie si possono notare le storiche vestigia coloniali. Rientro a Kolkata.

Giorno 13

Kolkata – partenza

Trasferimento in aeroporto in tempo per il volo di rientro.

La quota include

La quota non include

• Alloggio in camera a matrimoniale/2 letti
• All’arrivo Incontro e assistenza da parte di un ns. rappresentante
• Colazione giornaliera a buffet in hotel (eventuali cene in hotel e/o pranzi in hotel o ristoranti locali selezionati, con supplemento)
• Mezzo di trasporto: veicolo con aria condizionata per tutti i trasferimenti, visite, escursioni come da itinerario
• Tutte le visite menzionate nel programma
• Guida locale parlante italiano in dove disponibili altrimenti in inglese.
• Eventuale accompagnatore/guida parlante italiano per tutta la durata del viaggio con supplemento
• Auto/mezzo elettrico in condivisione al Taj Mahal – Agra
• Biglietto del treno Rani Kamlapati – Agra Jhansi in carrozza di 1a classe aria condizionata
• Giro in barca sul fiume Gange (in condivisione
• Costo degli ingressi ai monumenti come menzionato nel programma (01 visita)
• Costo del carburante, pedaggi, parcheggi, e assicurazione del veicolo
• Tutte le tasse generalmente applicabili

• visto per l’India
• spese per l’utilizzo di macchine fotografiche e/o videocamere
• tutte le spese personali, quali mance, bevande al tavolo, facchinaggi, lavanderia, chiamate telefoniche
• tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”.

Note:

Il complesso del Taj Mahal è chiuso il Venerdì.

In generico, Check-in all’hotel: ore 14.00 – 15:00 / check-out : ore 11:00 – 12:00 .
-Check-in all’aeroporto domestico: 02 ore minimo prima della partenza
-Check-in all’aeroporto internazionale: 03 ore minimo prima della partenza

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