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Imperi del Deccan 11 Giorni – 10 Notti

Tipologia Tour

Durata

Partenza da :

Arrivo a:

Tour Individuale

10 notti e 11 giorni

Bangalore

Mumbai

Highlights

L’Imperi del Deccan – da Bangalore a Goa – Partendo dalla moderna Bangalore ci si addentra nelle campagna, orlata da favolosi templi in pietra, che fu impero delle dinastie Hoysala Chalukyas e Vijayanagara, fino ad arrivare alla vivace Goa rinomata per le spiagge e per l’architettura coloniale portoghese. Un breve volo vi porterà alla capitale del cinema indiano Mumbai, meta finale del viaggio.

Bangalore – Shravanabelagola – Belur – Halebidu – Hampi – Aihole – Pattadakal – Badami – Goa – Mumbai

Itinerario

Giorno 1

Bangalore arrivo

Arrivo all’aeroporto internazionale di Bangalore, dopo aver terminato le procedure doganali e di ritiro bagagli incontro con l’autista e la guida parlante italiano. Si prosegue verso il centro città per la visita della capitale del Karnataka che comprende il Bull Temple, famoso per la statua monolitica di Nandi, il toro divino veicolo di Shiva, scolpito in stile dravidico, che misura 4,57 m in altezza e 6,10 m in lunghezza e il tipico mercato.

Bengaluru, ex Bangalore, città, capitale (dal 1830) dello Stato del Karnataka, è una delle città più grandi dell’India. Il nucleo della città era un insediamento intorno a un forte di fango, costruito nel 1537 da un capo locale, Kempe Gowda. Il forte fu ricostruito in pietra nel 1761. Bangalore fu la sede dell’amministrazione britannica dal 1831 al 1881, quando il raja fu restaurato. Tuttavia, la Gran Bretagna mantenne una presenza amministrativa e militare nella città fino all’indipendenza indiana del 1947. Nel 2006 la città ha cambiato ufficialmente nome in Bengaluru, anche se il vecchio nome era ancora ampiamente utilizzato. Bengaluru è costituita dal centro storico strettamente costruito, insieme a una serie di aree periferiche moderne (ex sobborghi) disposte a griglia a nord e a sud, con molti parchi e ampie strade. 

Giorno 2

Bangalore – Somanathapura – Mysore (181km – 4,5h)

Partenza per Mysore con sosta a Somanathapura, dove vi è il Chennakeshava Temple, uno dei più bei esempi di templi costruiti dalla dinastia degli Hoysala. Tempio sconsacrato inizialmente dedicato a Lord Shiva si caratterizza per le pareti di pietra finemente cesellate e intagliate di figure della mitologia e religione Indù. Molto interessante visitare la zona del mercato e curiosare nelle botteghe artigianali, dove, tra la moltitudine di arti e mestieri, si trovano anche maestri d’incisione del legno
Serata a disposizione e pernottamento in hotel.

Giorno 3

Mysore

Giornata dedicata alla visita di Mysore che comprende, il Palazzo di Mysore il  mercato, uno dei più caratteristici dell’inda del sud e Chamundi Hill con l’imponente statua del toro Nandi e del Chamundeshwari Temple, ilpalazzo estivo di Tipu Sultan. 

Mysore, è conosciuta anche come la Città dei Palazzi di cui il più famoso è il Mysore Palace , costruito nel 1912 in stile Indo-Saraceno è un edificio con cupole, torri, archi e colonne, Vrindavan Garden, il giardino con fontane di luce e musica,
questo luogo si trasforma in un fiabesco paesaggio di sera. A 16 km, si trova Srirangapatnam dove è possibile ammirare un bel palazzo estivo di Tipu Sultan e il vicino “gumbaz”, mausoleo che contiene le tombe di Tipu Sultan e di suo padre Hyder Ali, il Vidhana Soudha, una magnifica struttura in granito che ospita la Legislative Chambers del governo locale e il Bull Temple, famoso per la statua monolitica di Nandi, il toro divino veicolo di Shiva, scolpito in stile dravidico, che misura 4,57 m in altezza e 6,10 m in lunghezza. Il Tempio di Iiskon, complesso che unisce l’architettura indiana moderna con quella dei tradizionali stili de templi indiani del sud e fu costruita per offrire un centro di meditazione, insegnamento oltre che e luogo di ritiro.

Giorno 4

Mysore  – Shravanabelagola – Hassan  (140 km 4h)

Partenza in direzione Hassan, durante il percorso sosta a Shravanabelagola, tempio Jain arroccato sopra una collina granitica, raggiungibile da una scalinata di 700 gradini scavati nella roccia. Si prosegue fino ad Hassan sistemazione in hotel.

Shravanabelagola – tempio Giainista situato su un’imponente collina che ospita la gigantesca statua monolitica di Bahubali, eretta nel X secolo e alta 18 metri, una delle più alte statue al mondo. E’ l’immagine di Gommateshvara, un re che abbandonò onori e gloria per dedicarsi alla vita spirituale, la prima persona che raggiunse la liberazione. Shravanabelagola uno dei luoghi santi della religione giainista si trova a metà strada tra Mysore e Bangalore nel Karnataka. Qui è possibile incontrare con un po’ di fortuna anche qualche monaco giainista. La parola ”giainista” deriva da ‘jina’ in sanscrito ‘conquistatore’, la religione giaina è la più esigente tra quelle indiane e mira al perfezionamento di sé con l’abbandono del mondo materiale, delle sue preoccupazioni (sonno, pulizia, cibo), di qualsiasi forma di violenza (pensieri, discorsi) e anche contro ogni tipo di animale. Liberarsi dal desiderio è necessario per liberare l’anima dal ciclo delle reincarnazioni, l’anima deve liberarsi dalla materia e da tuto il karma accumulato in precedenza.

Lord Bahubali per i Jainisti è il primo ad aver raggiunto la salvezza. Shravanabelagola ospita la gigantesca statua di Lord Gommateshwara Bahubali, alta quasi 19 metri (ritenuta la più grande statua monolitica al mondo), che sorge sulla collina di Vindyagiri. Ogni 12 anni, la piccola città di Shravanabelagola nel Karnataka viene invasa da centinaia di migliaia di fedeli, provenienti da tutto il mondo. L’occasione è la celebrazione del Mahamastakabhisheka, uno dei più grandi festival per la comunità Jainista, per rendere onore a Lord Bahubali, una venerata icona Jainista. La storia della cerimonia risale a più di mille anni fa più esattamente dal 981 d.C quando fu costruita la statua di Lord Bahubali, fulcro della cerimonia. L’ultima cerimonia l’88a si è tenuta nel 2018 al cospetto di più di 1 milione di devoti. La celebrazione prevede la lavatura dell’idolo col contenuto di 1008 vasi portati dai devoti. I devoti collocano i 1008 vasi vicino ai piedi dell’idolo, e mentre i sacerdoti cantano inni divini, i vasi vengono man mano portati sulla cima dell’enorme statua, utilizzando un’impalcatura appositamente costruita. Il contenuto dei vasi, come latte, pasta di curcuma, farina di riso, acqua di cocco, legno di sandalo, succo di canna da zucchero, vermiglio e 52 varietà di fiori, verrà così versato sulla testa dell’idolo. La cerimonia che dura circa dieci ore, per i jainisti è considerata utile per elevare la loro anima.

Giorno 5

Hassan – Belur – Halebidu – Hospet (340 km  7h)

Partenza per Hospet. Durante il tragitto sosta a  Belur e  Halebidu per la visita ai templi. Si prosegue poi verso nord fino a raggiungere Hospet

Belur: Fu una grande città degli Hoysala che regnarono nell’India meridionale tra XI e XIV secolo. Durante l’impero Hoysala furono costruiti numerosi edifici religiosi nell’attuale stato del Karnataka. Tra questi spicca lo stupendo tempio di Chennakeshava, che da solo vale la visita a Belur. Potrete ammirare la ricchissima statuaria che illustra le epopee induiste, caratterizzata da una grande ricchezza di decorazioni. Il tempio fu costruito dal re Vishnuvardhana e dagli Hoysala per commemorare la vittoria degli Hoysala sui Cholas nella battaglia di Talakadu. Le intricate sculture sia all’interno che all’esterno del tempio lo rendono degno di essere visitato. Le storie del Ramayana e del Mahabharata sono rappresentate sotto forma di sculture in pietra di donne che danzano, che suonano strumenti, di animali, di uccelli e della natura. 

Halebid: In prima visione ci si chiede come questo piccolo villaggio potrebbe essere stato una volta la capitale della potente dinastia Hoysala. Anche se la città fu distrutta, il Tempio Hoysala è testimone della sua passata grandezza, in quanto è coperto di sculture squisite. Dedicato a Lord Sheeva, la base del tempio è composta da 7 file scolpite con elefanti, leoni, cavalli e volute floreali. Le pareti interne ed esterne del tempio sono ornate da intricati intagli di divinità indù, saggi, uccelli e animali e molto altro ancora che raffigurano storie della Bhagwat Gita, del Ramayana e del Mahabharata. Halebeedu ospita anche numerosi templi indù e giainisti dell’antichità. Da non perdere il museo archeologico all’interno del complesso di Halebeedu, che ospita oltre 1500 sculture e manufatti dell’epoca Hoysala. Il museo è gestito dall’ASI.

Giorno 6

Hospet – Hampi – Hospet (25 km  1h)

Partenza in per Hampi dove vicino ci sono i resti di una delle più potenti capitali dell’India medievale: la “Città della Vittoria”, Vijayanagara. E’ uno dei luoghi più straordinari di tutta l’India: i templi e le rovine si estendono su una superficie di ben 25km in un paesaggio caratterizzato da tondeggianti massi basaltici, macchiettato da bassa vegetazione e delimitato dal sinuoso corso di un fiume. Il luogo è incredibile ed i templi in buono stato di conservazione fanno di Vijayanagara un vero e proprio museo all’aria aperta. Rientro ad Hospet per il pernottamento.

Vijayanagar, (sanscrito: “Città della Vittoria”) rovine di una grande città dell’India meridionale  oggi in parte occupato dal villaggio di Hampi, nello stato orientale del Karnataka; le rovine di Hampi sono state dichiarate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1986. La città e la sua prima dinastia furono fondate nel 1336 da cinque figli di Sangama, di cui Harihara e Bukka divennero i primi re della città. Col tempo Vijayanagar divenne il più grande impero dell’India meridionale. Servendo da barriera contro l’invasione dei sultanati musulmani del nord, favorì la ricostruzione della vita e dell’amministrazione indù dopo i disordini e le disunioni del XII e XIII secolo. Il contatto con i musulmani stimolò il nuovo pensiero e la produttività creativa. Il sanscrito fu incoraggiato come forza unificante e le letterature regionali prosperarono. Dietro le sue frontiere, il Paese fiorì in una pace e in una prosperità senza pari. Attualmente, il tempio principale è composto da un sanctum, tre anticamere, una sala a pilastri e una sala a pilastri aperta. Un chiostro a pilastri, porte d’ingresso, cortili, santuari minori e altre strutture circondano il tempio. Il portale orientale a nove livelli, il più grande con i suoi 50 metri, è una costruzione ben proporzionata che incorpora alcune strutture precedenti. Ha una sovrastruttura in mattoni e una base in pietra a due livelli, che dà accesso alla corte esterna contenente molti sotto-santuari. La porta orientale, più piccola, conduce alla corte interna con numerosi santuari minori. Uno stretto canale del fiume Tungabhadra scorre lungo la terrazza del tempio, per poi scendere verso la cucina del tempio e uscire attraverso il cortile esterno. Krishnadevaraya, uno dei famosi re dell’Impero Vijayanagara, era uno dei principali mecenati di questo tempio. Molti ritengono che sia stato lui a commissionare la struttura più decorata del tempio, la sala centrale a pilastri. Allo stesso modo, la torre del portale che dà accesso al cortile interno del tempio. Le iscrizioni su una targa in pietra installata accanto alla sala a pilastri citano il suo contributo al tempio, registrando che Krishna Devaraya commissionò la sala nel 1510 d.C.[7].

Giorno 7

Hospet – Aihole – Pattadakal – Badami (160 km 4h)

Trasferimento verso Badami con soste lungo il percorso per la visita ai complessi di templi di Aihole e Pattadakal, che offrono significativi esempi dell’arte della dinastia dei Chalukya (VI°-XII° sec.). All’arrivo a Badami, sistemazione in hotel. 

Definita la “culla dell’architettura dei templi indù e dravidici”, Aihole è un tranquillo villaggio sulle rive del fiume Malaprabha. Centinaia di templi costellano i villaggi e i campi vicini. Il più notevole è il Tempio di Durga, composto da un’abside semicircolare, un basamento elevato e una galleria che circonda il santuario. Il tempio di Lad Khan è uno dei primi templi della regione e inizialmente era una sala di riunione reale e un mantapa matrimoniale. Era la dimora preferita del capo musulmano Lad Khan. Altre importanti attrazioni della zona sono il Tempio di Huchimalli, con una scultura di Lord Vishnu seduto in cima a un cobra, il Tempio della Grotta di Ravalphadi, che celebra le varie incarnazioni di Lord Shiva, il Complesso di Templi Konti, il Tempio Umamaheswari, il Tempio Jain Meguti e il Tempio Buddista a due piani.

A soli 13 km da Aihole, Pattadakal patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, risalente al VII e VIII secolo, è costituito da templi indù e giainisti.  Una delle principali attrazioni d è il Tempio Virupaksha. Costruito dalla regina Lokamahadevi nell’VIII secolo d.C. per celebrare la vittoria del marito e re Vikramaditya sui Pallava. L’impareggiabile maestria del tempio Virupaksha mostra le sculture di Ugra Narshimha e Nataraja. Gli altri templi popolari del complesso sono il tempio Papanatha, il tempio Galaganatha, il tempio Sangameshwara, il tempio Chandrashekara, il tempio Kashi Vishwanath, il tempio Mallikarjuna, il tempio Jambu Lingeshwara e il tempio Kadasiddeshwar.

Conosciuta in passato come Vatapi e capitale dei Chalukyas, Badami fu costruita tra il VI e l’VIII secolo. Il complesso dei templi rupestri di Badami ospita un tempio Jain e tre templi indù. Le grotte di Badami hanno come tema la danza Tandava di Shiva, Vishnu e i suoi garofani. Con lo sfondo stupefacente e ipnotico del lago Agastya e i paesaggi dei templi rupestri, questi monumenti sono di grande importanza storica e invitano gli appassionati di fotografia. Un’altra attrazione da non perdere nei pressi di Badami è il complesso del tempio di Bhutanatha. A solo un chilometro di distanza dai principali templi rupestri di Badami, questi gruppi di santuari in pietra arenaria furono costruiti in un periodo compreso tra il VII e l’XI secolo d.C..

Giorno 8

HampI –  Panjim (Goa) (260 Km 7h)

Partenza per la lunga tappa verso lo stato di Goa. Arrivo e si procede verso la costa nel villaggio di Panjim. Sistemazione in Hotel e serata a disposizione

Giorno 9

Panjim (Goa)

Giornata libera per rilassarsi o per chi desidera visitare Old Goa. Velha Goa servì da capitale ai portoghesi per poi essere abbandonata per le continue epidemie di malaria e colera. A testimoniare l’importante passato rimangono nella cittadina attuale, tre grandi chiese e la Basilica del Bom Jesus ove sono tumulate le spoglie del missionario San Francesco Saverio. Il luogo è stato dichiarato patrimonio mondiale dall’Unesco.

Una miscela caleidoscopica di culture indiane e portoghesi, addolcita da sole, mare, sabbia, frutti di mare, e spiritualità, Goa è il paradiso  dell’India. L’attrazione principale di Goa è senza dubbio la sua serie praticamente ininterrotta di spiagge di sabbia dorata. Questa linea costiera si estende lungo il Mar Arabico dalla punta alla punta dello Stato, e ogni comunità balneare ha sviluppato la propria personalità e reputazione fin dai tempi degli hippie degli anni ’60.  Le spiagge soddisfano tutti i capricci tropicali: scegliete tra Arambol, una spiaggia per backpacker, o Baga, più audace e sfacciata; le sabbie di Palolem, orlate di palme, il mercato hippie di Anjuna o l’incantevole e rilassata Mandrem; le sabbie ampie e curate di fronte a lussuosi resort a cinque stelle o le insenature nascoste a mezzaluna, dove le uniche impronte saranno quelle dei granchi e le vostre. Volete fare il pieno di zen oltre che di abbronzatura? Benvenuti nell’inverno di Goa, dove lo yoga è il re e il raccolto di attività spirituali diventa ogni anno più abbondante: sessioni di yoga all’alba sulla spiaggia, corsi di guarigione reiki, meditazione e praticamente ogni altra forma di esplorazione spirituale sono tutti praticati liberamente. Molti viaggiatori vengono qui per fare un’esperienza di yoga seria e si può trovare di tutto, dalle lezioni a domicilio ai corsi di formazione per insegnanti e ai ritiri spirituali. A Goa, come in tutta l’India, il cibo viene gustato appieno. I profumi, le spezie e i sapori della cucina di Goa sorprenderanno e stuzzicheranno anche i viaggiatori più esperti: che si tratti di un classico riso al curry di pesce, di un bhali-pau mattutino (rotolo di pane intinto nel curry), di un piccante vindalho, con le sue infusioni di aceto di vino e aglio, o di una piccante salsa xacuti, l’influenza indo-portoghese è una delizia per le papille gustative. Mentre siete qui, visitate una fattoria di spezie nel retroterra per scoprire perché i colonizzatori portoghesi erano così desiderosi di invadere Goa. Goa si distingue in India per l’architettura e il patrimonio coloniale portoghese. I portoghesi invasero Goa nel 1510, attirati dall’esotico Oriente e dalla promessa di lucrose rotte delle spezie, prima di essere cacciati nel 1961. La loro impronta indelebile è ancora evidente nell’architettura barocca dello Stato, nelle chiese imbiancate a calce, nelle fortezze diroccate, nelle colorate cerimonie cattoliche, nella luttuosa musica fado e nelle splendide cattedrali di Old Goa.

Giorno 10

Panjim – Dabolim airport (volo di primo mattino) – Mumbai

Trasferimento all’aeroporto Dabolim di Goa per il volo per Mumbai. Si procede con l’escursione alle grotte di Elephanta – Un viaggio in traghetto attraverso il porto, dal Gateway of India, vi porterà alle grotte di Elephanta, patrimonio dell’umanità, situate a 9 km da Mumbai. Il complesso di templi scavati nella roccia copre un’area di 5.600 m2, composta da una camera principale, due laterali, cortili e santuari secondari. Il sito di queste magnifiche grotte contiene splendidi rilievi, sculture e un tempio del dio indù Śhiva che si dice sia la sua dimora. In seguito, la visita di mezza giornata di Mumbai comprende il Gateway of India – un grande arco cerimoniale costruito per commemorare la visita di Re Giorgio IV; il Mani Bhavan – dove il padre della nostra nazione risiedette per 15 anni; il Marine Drive; il Prince of Wales Museum – considerato uno dei migliori musei del Paese; gli Hanging gardens e la Victoria Railway Station

Giorno 9

Mumbai  – partenza

Trasferimento in aeroporto in tempo per il volo di rientro.

La quota include

La quota non include

Alloggio in camera a matrimoniale/2 letti
All’arrivo Incontro e assistenza da parte di un ns. rappresentante
Colazione giornaliera a buffet in hotel (eventuali cene in hotel e/o pranzi in hotel o ristoranti locali selezionati, con supplemento)
Mezzo di trasporto: veicolo con aria condizionata per tutti i trasferimenti, visite, escursioni come da itinerario
Tutte le visite menzionate nel programma
Guida locale parlante inglese 
Eventuale accompagnatore/guida parlante italiano per tutta la durata del viaggio con supplemento
Costo degli ingressi ai monumenti come menzionato nel programma (01 visita)

• visto per l’India
• spese per l’utilizzo di macchine fotografiche e/o videocamere
• tutte le spese personali, quali mance, bevande al tavolo, facchinaggi, lavanderia, chiamate telefoniche
• tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”.

Note:

Un viaggio in Karnataka è una scoperta dell’India vera. Un viaggio in un India rurale e ancora genuina che si sviluppa in zone al di fuori dei circuiti turistici ove le accommodation sono rare, talvolta molto semplici e con minori livelli di comfort. Si verrà a contatto con popolazioni che vantano un antico patrimonio di tradizioni assai lontano dalle nostre consuetudini; per questo motivo è assai importante un corretto approccio ed un comportamento sensibile e tollerante verso questi valori. Il viaggio è pertanto consigliato a viaggiatori con buono spirito di adattamento, in alcune occasioni le tappe possono risultare lunghe e faticose ma si verrà ripagati con esperienze ed incontri autentici che rappresenteranno ricordi indelebili tra le vostre esperienze di viaggio.

In generico, Check-in all’hotel: ore 14.00 – 15:00 / check-out : ore 11:00 – 12:00 .
-Check-in all’aeroporto domestico: 02 ore minimo prima della partenza
-Check-in all’aeroporto internazionale: 03 ore minimo prima della partenza

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