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Soweto, città simbolo nel cuore di Johannesburg

Africa, conosciuta anche come “nazione arcobaleno”

L’articolo di oggi tratterà un argomento molto importante che ha interessato il paese sudafricano per diversi anni e che ancora oggi fa parlare di sé.

Vogliamo darvi un indizio sul tema di cui stiamo parlando attraverso alcune delle citazioni più famose e conosciute di due personaggi che per la storia del Sudafrica sono stati fondamentali.

“Nessuno nasce odiando i propri simili a causa della razza, della religione o della classe alla quale appartengono. Gli uomini imparano a odiare, e se possono imparare a odiare, possono anche imparare ad amare, perché l’amore, per il cuore umano, è più naturale dell’odio.”
Nelson Mandela

“Fai la tua piccola parte di bene dove ti trovi; sono queste piccole parti di bene messe insieme che riempiono il mondo.”
Desmond Tutu

Facciamo un passo indietro …

Johannesburg, affettuosamente chiamata “Jozi”, è la città più popolosa del Sudafrica.
È conosciuta anche come “la città dell’oro”, diversamente da come si crede, perché legata all’attività mineraria e alla ricchezza economica del paese.
A Sud-Est di questa metropoli, spesso utilizzata come sosta o tappa veloce per poi ripartire verso altre destinazioni, sorge un quartiere ben noto che ha avuto un ruolo fondamentale durante la lotta contro l’Apartheid: stiamo parlando di Soweto.

Acronimo di South Western Township, Soweto è la township (parola utilizzata sia in Sudafrica sia in Namibia per indicare le baraccopoli) più grande di tutto lo stato sudafricano e proprio per quanto accaduto durante il periodo di segregazione razziale, la città è strettamente legata alla figura di Nelson Mandela.

città johannesburg
Vista della città di Johannesburg

… la nascita delle Township

Johannesburg presenta più di un soprannome, tra i quali troviamo, come già citato, “la città d’oro”, in quanto legato alla ricchezza che contraddistingue il paese.
Bisogna sapere però che tutto ciò ebbe origine dalla città di Soweto quando nel paese aprirono le prime miniere d’oro.
L’ingente domanda di manodopera aumentò improvvisamente e iniziarono ad arrivare in città moltissimi lavoratori di colore con lo scopo di trovare un’occupazione in questi giacimenti.

Purtroppo, per contenere un’epidemia di peste, tutte le persone indiane e di colore vennero trasferite nelle zone periferiche fuori della città di Soweto, facendo nascere così una discriminazione tra questi ultimi e la popolazione bianca, che continuò ad abitare invece sempre nello stesso posto di prima.

Questa azione venne fin da subito vista come una sorta di “anticipazione” dell’Apartheid.

Non abbiamo ancora capito come nacquero queste baraccopoli

Con lo sviluppo economico del paese in particolar modo dell’industria iniziarono ad entrare in città sempre più popolazione di colore tant’è che, non riuscendo più a controllare l’afflusso, dei dintorni di Johannesburg iniziarono a costruire baraccopoli (realizzate con materiali piuttosto scadenti) dette per l’appunto “township”.
Ne vennero costruite così tante da diventare un raggruppamento unico di sole capanne.

Due premi Nobel nella stessa città

Molti combattenti a scontrarsi contro la lotta “anti-Apartheid” trascorsero parte della loro vita proprio a Soweto, tra cui troviamo Nelson Mandela e l’Arcivescovo Desmond Tutu.
Entrambi vissero a Vilazaki Street.

Ebbene sì, avete letto correttamente, questa è stata l’unica strada al mondo ad ospitare ben due premi Nobel per la pace; Mandela vinse il premio Nobel nel 1993 mentre Tutu, primo arcivescovo anglicano di colore di Città del Capo, lo vinse nel 1984.
Fu lui stesso a soprannominare il continente africano “The Rainbow Nation” (“la Nazione Arcobaleno”).

Una parte della sua vita, Mandela, la passò in prigione, ben 27 anni, migrando da un carcere all’altro passando dalla condanna a morte ad un trattamento privilegiato; Robben Island fu il luogo in cui Nelson venne imprigionato per più tempo.
Ad oggi è un luogo che rispecchia la memoria di quanto accaduto e allo stesso tempo la rinascita e integrazione tra persone bianche e di colore.

Negli ultimi tempi la casa di Mandela è stata trasformata in un museo, il “Mandela Family Museum”, in cui sono conservati molti cimeli dedicati alla vita di quest’ultimo tra cui oggetti di uso quotidiano e onorificenze.

Angolo curiosità: Si può ancora far visita all’ormai ex prigione Robben Island e ripercorrere la storia raccontata direttamente da un ex prigioniero dell’epoca.

Com’è il paese adesso

Oggi Soweto può essere identificata come l’anima vivace del Sudafrica: da quando è stata sconfitta l’Apartheid, che aveva imposto parecchi ostacoli e restrizioni alla popolazione esclusivamente di colore, nel paese oggi vivono persone appartenenti a situazioni sociali diverse e di tutte le razze.

Di conseguenza possiamo trovare un mix di lingue locali, slang di strada e Afrikaans; da una parte della città si passa da vedere baracche alle più lussuose ville e negozi di marchi famosi.

Questa combinazione tra ricchezza e povertà, tra passato e futuro rende Soweto una località unica e rara.

E, oltre a parlare delle varie civiltà e culture che si sono instaurate negli ultimi anni, non possiamo non citare la cucina tipica sudafricana, per lo meno i piatti più famosi! 😉

Molte culture, un’ampia gastronomia

Cape Town e Johannesburg sono le due città in cui la gastronomia è in continuo sviluppo, giorno dopo giorno.

Johannesburg

Alcuni ristoranti del posto utilizzano ancora la cottura a fiamma viva.
Per chi ama il lusso anche a tavola, il ristorante “View” presso il “Four Seasons Hotel” è il posto giusto!

Solitamente lo chef realizza specialità culinarie con l’utilizzo di ingredienti di stagione, particolari aromi, erbe e verdure derivanti dall’orto del posto stesso.

Soweto

I “Wine bars” vi stanno aspettando per gustarvi un fantastico aperitivo tra risate e amici!
E se siete per le strade di Soweto o Città del Capo, niente paura se non trovate un tavolo in cui sedervi a pranzare, vi suggeriamo alcuni dei migliori piatti da gustare on the road!

Tasty Advice

Noi di Columbus vogliamo consigliarvi qualche ottimo ristorante che può fare al caso vostro!
Al primo posto troviamo “The Wine Bar”, situato a Vilakazi Street, è un ristorante che offre la possibilità di assaggiare cibi della cucina locale e internazionale.

Poco distante dal “The Wine Bar”, il “Restaurant Vilakazi”; qui troverete piatti legati alla cucina mediterranea.

Avete la possibilità di fermarvi a pranzare e allo stesso tempo di visitare una galleria d’arte, dove andate?
“Roots Restaurant”, in assoluto il luogo ideale!

Pretoria

Capitale amministrativa del Sudafrica, la cucina tradizionale ha raggiunto livello elevati.

Tasty Advice

Segnatevi questo ristorante, “Heritage Lifestyle Restaurant”, da non perdere!
In questo posto c’è un motto: “African taste with flair” ovvero “gusto africano con stile”.

Cosa offre?

Molte specialità! 😊
Cibi ricercati uniti ad un pizzico di tradizione culinaria sudafricana.
I piatti sono accompagnati da pap (porridge di farina di mais), umngqusho, fagottini ripieni, riso o patate.
In aggiunta, stufato di manzo al vino rosso, trippa (mogodu), zampe di maiale (tlhakwana) e pollo al burro e curry.
Il tutto accompagnato da deliziosi vini e champagne provenienti dalle migliori cantine sudafricane.

Voi avreste mai pensato di trovarvi davanti ad un ambiente collinare molto simile ad alcuni paesaggi italiani, specialmente qua in Veneto, come le colline del Prosecco?

Date un’occhiata a queste immagini, a noi non sembra per nulla di stare in Sudafrica!

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