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Si vola in Giappone: “Mochi” per tutti

Non solo sushi, conoscete i “Mochi”?

Anche se poco conosciuti, i “Mochi” sono uno dei classici piatti giapponesi da degustare durante tutte le stagioni dell’anno.
In particolare, si tratta di un dolce che viene consumato con una certa frequenza quando si festeggia l’arrivo del nuovo anno; possono essere sia dolci sia salati, con diverse tipologie di farciture.
Possiamo trovarli ripieni di: marmellata, cioccolato, gelato, frutta, fagioli rossi e addirittura fatti in brodo!

E se qualcuno desidera mangiarli senza ripieno?
Nessun problema, esistono anche Mochi senza nessun ingrediente all’interno.
A noi piace chiamarli “Mochi semplici”.

Quindi, in base alla diversa farcitura che c’è all’interno cambierà anche la preparazione?!
E invece no!

I Mochi vengono preparati tutti allo stesso modo con l’utilizzo di pochi semplici ingredienti:

  • riso
  • acqua
  • zucchero o latte (facoltativi)

Una volta terminata la preparazione, avranno principalmente un aspetto rotondo o rettangolare, la forma dipende anche dalla zona del paese in cui vengono realizzati.

Azzarderei a dire che dalla forma e dal colore assomigliano quasi ai Macaron francesi! ?

Mochi, dolce tradizionale del Giappone

La ricetta per preparare questi dolci, oltre ad essere abbastanza semplice, richiede anche non molto tempo; direi motivo in più per sperimentare questo nuovo piatto tradizionale! ?

Viene utilizzata una marca particolare di riso asiatico, lo si può riconoscere dai chicchi allungati e fini che una volta cotti avranno un sapore particolarmente dolce e sembreranno molto appiccicosi.
In Giappone lo chiamano “riso glutinoso”, che deriva dalla parola latina “glūtinōsus” che significa per l’appunto “appiccicoso” ma nonostante il nome possa far pensare ad un riso ricco di glutine, ci dispiace contraddirvi ma non lo è!

Vediamo insieme:

  • Come si cucinano i Mochi: mani in pasta
  • I Mochi che più ci piacciono: tante varietà
  • Festeggiamo il nuovo anno con gli “Ozoni”
  • Curiosità sul Giappone: tu lo sapevi?

Come si cucinano i Mochi: mani in pasta

Per la preparazione di questo piatto particolare, si parte innanzitutto nel mettere il riso a mollo per almeno una notte intera; questo perché?
Essendo che i risi contengono molto amido, tenerli a bagno per un periodo di tempo lungo farà si non solo che si asciughino ma li renderà anche morbidi.
Dopodiché si trasferiscono nel piano cottura per cuocerli fino ad ottenere un impasto appiccicoso al quale andrà aggiunta un po’ di farina di riso o amido di mais.

Se da una parte la preparazione dei Mochi non richiede chissà che doti particolari, dall’altra bisognerà fornirsi di uno spazioso piano di lavoro e strumenti specifici da utilizzare.

Non appena l’impasto sarà preparato sarà trascinato su un mortaio di legno, chiamato “Usu” e lavorato con un martello, anch’esso in legno, chiamato “Kine”.
Per questo apposito procedimento, è necessario ci siano due persone: una che pesta l’impasto con il martello per amalgamarlo e l’altra che lo giri e rigiri ogni volta, bagnandolo con dell’acqua per inumidirlo.

Bisogna dire però che ormai al giorno d’oggi sono poche le persone che preparano a mano questi dolci in quanto la stessa cosa può essere fatta da dei macchinari all’interno di aziende, mettendoci metà delle forze e del tempo.

Questo però non toglie il fatto ci sia ancora gente che, per tradizione e anche per divertimento, si dilettino a farli in casa; ecco di seguito un video che mostra la preparazione originale dei Mochi e una ricetta completa seguendo passo passo ogni processo.

Preparazione originale dei Mochi, con strumenti tipici

I Mochi che più ci piacciono: tante varietà

Come abbiamo letto, i Mochi possono essere realizzati con molte varietà di farciture, ogni uno con il suo nome specifico e la sua particolarità.
Vediamone alcune!

Daifuku

Tipologia di Mochi il cui ripieno è solitamente dolce; li possiamo trovare riempiti con marmellata di fagioli neri, bianchi oppure rossi, rispettivamente “Anko”, “Shiroan” e “Azuki”.
Ma non solo!
Conosci l’Ume?
È un frutto simile all’albicocca italiana e si può trovare anche questo all’interno del dolcetto come anche cioccolata e frutta varia.

Daifuku farcitura Anko
“Daifuku” ripieni di marmellata di fagioli neri, “Anko”

Ichigo Daifuku

Per chi ama le fragole tanto da metterle in qualsiasi dolce, questo è quello che fa per voi!
L’Ichigo Daifuku è molto simile al Mochi precedente solo che, oltre alla confettura, viene aggiunta una fragola all’interno!
A volte possono essere completamente dentro l’impasto, altre volte visibili anche all’esterno.

Sakura Mochi

Proviamo ad indovinare in che periodo sono cucinati e mangiati queste varianti di Mochi?
Ovviamente durante la fioritura dei ciliegi, come dice il nome stesso del piatto.
Questo dolce ricorda la festività legata alla fioritura dei ciliegi non solo dal nome ma anche dalla forma e dal colore!
Innanzitutto, l’impasto è diverso rispetto a quelli sopra citati in quanto è possibile notare alcuni chicchi di riso, sono di color rosa e avvolti da una foglia di ciliegio.

Sakura Mochi
“Sakura Mochi”

Kinako Mochi

In assoluto uno dei dolci tipici di Capodanno!
Vengono prima tostati, così da diventare morbidi e appiccicosi, poi passati sopra al cosiddetto “Kinako”, una specie di farina di soia tostata, che va a sostituire lo zucchero, utilizzato anch’esso per ricoprire alcune volte i Mochi.

Kinako Mochi
“Kinako Mochi”, Mochi al riso con farina di soia

Yomogi Daifuku

Questa variante è considerata dai giapponesi come uno dei dolci portafortuna da consumare in quantità durante il Capodanno giapponese.
Lo Yomogi è una sostanza ricavata dalle foglie dell’artemisia ed è utilizzato sia per aromatizzare sia per dare quel colore verde.

Yomogi Daifuku
“Yomogi Daifuku”, ripieni di “Anko”

E se quelli che vi ho elencato non vi bastano ancora, ve ne presento altri due:

Yukimi Daifuku e Hanabira Mochi.

Sappiamo quanto il gelato piaccia ai piccini e non solo.
Esiste anche la sua variante; non è altro che una pallina di gelato avvolta all’interno dell’impasto dei Mochi: è lo Yukimi Daifuku.

Una cosa che forse non conosci
Gli americani hanno voluto mettere mano anche su una tradizione che non appartiene a loro; hanno realizzato l’Ice Cream Mochi, gelato mescolato alla farina di riso Mochigome.

Ed infine gli Hanabira Mochi

L’aspetto assomiglia ad un petalo di fiore, tra l’altro traduzione letterale del nome stesso, e viene preparato con marmellata di fagioli rossi.
Solitamente vengono serviti durante la prima cerimonia del dell’anno.
Come si presentano?
La parte esterna è bianca, quasi trasparente, mentre l’interno è di color rosa.

Hanabira Mochi
“Hanabira Mochi”

Festeggiamo il nuovo anno con gli “Ozoni”

Mentre in Italia il primo dell’anno è tradizione mangiare maiale e lenticchie, come pasto salato, e pandoro o panettone, come dolce, in Giappone durante lo stesso periodo nelle tavole sono serviti gli “Ozoni”.

Ozoni”: qualcuno li ha mai sentiti nominare?
Non sono altro che dei Mochi fatti in brodo!
Ogni regione giapponese segue una sua determinata ricetta per la preparazione del brodo e della forma dei Mochi, che possono essere rettangolari o rotondi.

Le due varianti più famose e conosciute sono:

  • Ozoni del Kanto
  • Ozoni del Kansai

La prima consiste in una zuppa di Miso chiaro con salsa di soia e Bonito (un pesce essiccato); i Mochi sono rettangolari e vengono piastrati prima di essere versati dentro la zuppa.

La seconda invece prevede brodo di Miso bianco con aggiunta di brodo dashi; i Mochi sono rotondi e bolliti.

Curiosità sul Giappone: tu lo sapevi?

In questo articolo abbiamo parlato principalmente di uno dei dolci tipici del Giappone, il cui ingrediente base è proprio il riso.
E se vi dicessi che la civiltà giapponese si basava in antichità (e si basa tutt’oggi) sulle coltivazioni di risaie?

Una tradizione che risale fin dai tempi antichi

L’estate, infatti, è il periodo del cosiddetto “trapianto del riso”.
A svolgere questo lavoro erano in particolar modo le donne e lo facevano indossando degli abiti particolari:

  • classici pantaloni blu, detti “Monpe
  • un obi rosso
  • un fazzoletto bianco sulla testa
  • un grande capello di paglia, chiamato “Ajirogasa

Nei giorni in cui pioveva, per le contadine era consuetudine indossare anche un mantello di paglia per proteggersi!
Insomma, possiamo benissimo immaginare che non fosse un lavoro semplice e pratico.

E tu, eri a conoscenza di questa curiosità sul Giappone?
Anche noi di Columbus ne parliamo ed oltre a darvi qualche informazione, abbiamo realizzato degli splendidi itinerari per voi, dovete solo farci sapere quello che fa più al caso vostro!

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